
Ci sono tanti pareri riguardo la tecnologia gps e l’uso sempre più diffuso dei navigatori satellitari sulla nostre auto.
Secondo molti, seguire le indicazioni del navigatore montato su un supporto autonomo o su un cellulare, toglie l’impegno di cercare la strada e di stare attenti, magari ricorrendo alla richiesta di indicazioni alle persone del luogo dove si deve andare, come si faceva una volta.
Io sono un sostenitore del “santo subito” a chi ha inventato i navigatori satellitari (..anche se c’è sempre il solito dubbio-certezza che, come tutte la tecnologie comunemente utilizzate, siano nate prima per scopi bellici e poi per quelli pacifici… sigh!).
Ma non è fantastico che anche se sbagli strada e perdi una delle indicazioni (“bip bip…tra tre-cento metri gi-rare a sinistra…bip”) e tiri diritto, il navigatore ricalcola la strada e ti fa tornare indietro o sceglie un percorso alternativo? Ci impiegherai forse un minuto in più o anche un ora (se sbagli di grosso…), ma alla fine alla destinazione il navigatore ti ci porta!
Io me lo vedo così il Vangelo: è il navigatore puntato come meta finale al Regno di Dio e all’amicizia con Gesù. Mi piace pensare che chiunque, in qualsiasi punto della sua vita si trovi, se si affida al Vangelo, alla fine trova una strada per arrivare. E anche se il suo percorso di vita e di fede è costellato di errori e di segnalazioni non seguite (come quando tiri diritto ad una svolta indicata), il percorso si ricalcola e alla fine, se ti fidi del navigatore-vangelo, arrivi alla meta…